Comune Unico, se Domenico vuole…



Il dato inequivocabile di questo referendum sul Comune Unico è costituito a mio avviso da due fattori pregnanti. Il primo: la gente si è rotta le scatole di votare continuamente, dimostrando tutta la propria disaffezione verso la politica anche rispetto a scelte decisamente epocali, come quella dell’unificazione dei nostri sei Comuni. Le percentuali ottenute sull’Isola d’Ischia, compiendo le debite proporzioni, sono perfettamente in linea con quanto accaduto al secondo turno delle ultime amministrative di Napoli (dove è stato eletto con un’affluenza di poco superiore al 50% un sindaco alternativo agli schemi partitici che contano) e alle regionali dello scorso anno (quando l’era bassoliniana tanto contestata si chiuse a favore di Caldoro con percentuali più o meno analoghe). In questo modo, passa elegantemente in secondo piano quell’immancabile dose di insensibilità sociale dei nostri Concittadini rispetto a quelle decisioni che pur mettendoli nelle condizioni di essere protagonisti, scegliendo liberamente il proprio futuro, li vedono distinti e distanti da qualsiasi presa di posizione che non riguardi strettamente i c…i loro. Un aspetto, questo, che con grande obiettività e fregandomene dell’impopolarità, non mi sento di sottacere.

A questo tipo di analisi (che la dice lunga sull’obiettività del sindaco d’Ischia, Giosi Ferrandino, pronto a propinare artatamente una lettura positiva per l’operato delle amministrazioni comunali in carica), sfuggita un po’ a tutti i commenti che ho sentito e letto prima di scrivere questo intervento, va aggiunta quale secondo fattore un’indiscutibile disinformazione e confusione dell’elettorato, sia rispetto ai contenuti referendari, sia per l’inutile e dispendioso dualismo che li porterà a votare due settimane di fila e che -sono convinto- causerà anche la scarsa affluenza dalle nostre parti ai referendum abrogativi del 12 e 13 giugno.

I risultati delle urne non mi sorprendono e, in tutta onestà, non mi appassionano neppure! Nel mio piccolo ho coinvolto verso il voto amici, conoscenti e simpatizzanti su tutto il territorio isolano con tutte le iniziative a mia disposizione, pur convinto che non si sarebbe raggiunto il quorum ma altrettanto sicuro che chi si fosse recato a votare lo avrebbe fatto con nettissima prevalenza per il SI’ al Comune Unico. Sono invece tuttora appassionato dalla questione legata alla funzione consultiva del referendum e, in particolare, al tanto chiacchierato quorum: quello che, dopo l’insuccesso del noto ricorso al TAR, ha tramutato magicamente il Fronte Isolano del NO in Fronte dell’Astensionismo.

Ho sentito su questo punto alcuni autorevoli amici giuristi e la maggior parte di essi sostiene che la Regione Campania sia titolata a decidere liberamente sull’eventuale promulgazione della Legge, senza tener conto del mancato raggiungimento del quorum, essendo stato soddisfatto in ogni caso il requisito di “sentire le popolazioni interessate”.

A mio avviso, se questa tesi fosse supportata anche da inevitabili pareri legali di cui la Giunta Regionale dovrà dotarsi presso la propria Avvocatura, la speranza dell’Isola è legata esclusivamente al più antico concetto di democrazia rappresentativa: la decisione di chi è titolato a legiferare in materia. In altre parole, per quanto mi riguarda, leggasi Domenico De Siano in primis! Credo che in questo momento, unitamente ad Angelo Marino (che va ricordato, è il protagonista dell’avvento del referendum, tanto chiacchierato e mai concesso nei dieci anni targati Bassolino) e ai rappresentanti di tutti i partiti di maggioranza e minoranza che, all’unanimità, consentirono con il loro voto di portarci a questo importante risultato, il Consigliere Regionale dell’Isola d’Ischia abbia la concreta possibilità di prendere ancora una volta le distanze da chi, in questa competizione, ha preferito astenersi (e forse far astenere) dalla lotta per far votare, in una direzione o nell’altra, in materia di Comune Unico.

De Siano, che piaccia o no, in questa campagna referendaria ci ha messo –come ricordato da molti- la faccia, la firma e (cosa più importante) quei quattrini senza i quali, ahimé, non si cantano messe e non si informano gli elettori. Un limite, questo, di cui erano ben consapevoli i lodevolissimi ragazzi di Facebook, cuore pulsante della promozione del SI’ in rete; al pari di quanto lo fossero i rappresentanti dell’ACUII, un sodalizio che dopo l’immatura scomparsa del suo presidente Nello Mazzella ha letteralmente perso la bussola, nonostante gli sforzi impagabili di Gianni Vuoso; così come lo sapeva bene qualche imprenditore ex politico di rango, dalle mani notoriamente canguresche, che dopo una riunione alla sua Corte in cui propose di stanziare un budget di diecimila euro per la promozione del SI’ (prontamente ribattuto dal neo-assessore arraffone che ne richiese, da “esperto”, almeno 60/70.000), preferì poi rifugiarsi in una sparuta e frugale presenza legata a un manifesto ittero e semi-illeggibile, con tanto di pubblicità di una delle sue vacue quanto incomprensibili iniziative imprenditoriali.

Dopo il risultato di questo referendum, Domenico De Siano (che di certo abbisogna delle mie lodi al pari di quanto non abbisognò lo scorso anno dei miei voti, andati com’è noto ad altro candidato) ha l’occasione di utilizzare al meglio -almeno stavolta- il proprio ruolo di referente del Presidente Caldoro sull’Isola d’Ischia per prendere fortemente le distanze da tutte le amebe politiche di casa nostra. Quelle che, favorevoli sulla carta al Comune Unico, hanno invece preferito tacere per attendere i risultati di oggi senza scontentare i contrari delle proprie coalizioni dall’equilibrio semi-salivare.

Trovo, in definitiva, che Domenico De Siano oggi rappresenti l’unica, vera speranza che all’insipienza della pseudo-classe dirigente che ci ritroviamo nei sei Comuni e alle divisioni ed insuccessi “moltiplicato 6” di cui questa è causa indiscussa, si contrapponga una scelta di maturità politica e sociale che veda nel cambiamento la speranza di una ripresa generale della nostra Isola, all’insegna di quell’unità d’intenti che, purtroppo, non ci è mai appartenuta. Una scelta che surroghi anche l’incapacità reattiva della nostra gente, abilissima solo a lamentarsi in stile “Piove, Governo ladro” ma tutt’altro che pronta a decidere con maturità e senza indugi quando è chiamata a farlo, preferendo invece “chiamarsi fuori”.

Ecco, non attraverso un semplice atto d’imperio, ma proprio come il buon padre di famiglia che decide per i propri figli in età non matura, auspico che Domenico De Siano possa, insieme a tutto il Consiglio e la Giunta Regionale, rendersi artefice di una scelta assolutamente indifferibile della cui positività il tempo gli darà atto e gli Ischitani, favorevoli o contrari al Comune Unico, un giorno gli renderanno merito.

 

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5 e 6 giugno, Comune Unico: un voto per tutti

Buongiorno, Ischia!

Domenica 5 e lunedì 6 giugno avrai la Tua occasione. Dopo esserTi lamentata per anni della politica “moltiplicato 6” che mai Ti ha consentito di spiccare il volo nelle iniziative e nei contesti che contano, potrai finalmente partecipare in prima persona alla svolta.

L’investimento è di quelli alla portata di tutti: meno di mezz’ora per recarsi ai seggi elettorali, apporre una croce sul SI’, tornare a casa e sentirsi fieri di aver compiuto il proprio dovere. Una volta tanto, non per i partiti, non per l’amico candidato che a fronte del “piacere” merita il voto, non per l’ambizione personale di accedere a ruoli di potere: questa volta, è un voto per tutti! Un modo di scegliere che, in futuro, dovrebbe accompagnarci in tutte le decisioni che riguardano, in un modo o nell’altro, il Paese. Una sorta di esaltazione del diritto pubblico “targata Ischia”.

Ischia mia, non puoi sottrarti a questo piccolo, grande gesto di civiltà e maturità sociale: una scelta che non può e non deve essere più  condizionata negativamente dalla cultura retrograda del campanile, dall’attaccamento a una logica municipale logora di cui nessuno -neppure quei politici piccoli piccoli che temono per la loro poltrona da cento voterelli cadauno- è ormai convinto più di tanto.
Ischia mia, hai bisogno di un salto di qualità, uno scatto d’orgoglio che dimostri la Tua capacità di reagire e contrastare un deterioramento della “cosa pubblica” di cui tutti, ma proprio tutti, ne abbiamo abbastanza! Come fai a lamentarTi continuamente dei costi della politica, dei troppi galli a cantare, degli sprechi inenarrabili che ricadono sulle tasche di cittadini già troppo provati da una crisi economica dilagante, se poi hai la possibilità di dire basta a tutto questo con due colpi di matita e a costo zero e Ti lasci sfuggire la prima, vera occasione per farlo?
Il SI’ al Comune Unico non ha un nome, non ha un colore, non ha un simbolo, non ha un partito; e soprattutto, non ha in prospettiva né vincitori né vinti, perché non è e non dev’essere interpretato come una guerra tra Isolani, ma il frutto prezioso di una sana battaglia per il miglioramento. E poiché sarà difficile assistere a contesti peggiori di quelli a cui ci hanno abituato sino a questo momento la Prima e la Seconda Repubblica, oggi, Ischia mia, hai il sacrosanto dovere di provarci con tutte le Tue forze!
Ischia mia, mi raccomando: dimostra almeno una volta di volerTi bene sul serio!
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Rosario Caruso: il Sindaco più giovane dell’Isola

A 37 anni, Rosario Caruso (appena eletto Sindaco del Comune di Serrara Fontana) è il primo cittadino più giovane tra i sei dell’Isola d’Ischia . Caruso ha preceduto la sua contendente Tilde Trofa di ben trecento voti.

Personalmente gli formulo il mio più sincero “in bocca al lupo”, ma soprattutto gli auguro presto di ravvisare con grande obiettività l’importanza di traghettare egli stesso Serrara Fontana verso il tanto ambito Comune Unico, al quale, invece, oggi ha manifestato la sua netta contrarietà nella prima dichiarazione da neo-eletto.

Una curiosità: Tilde Trofa, residente a Napoli da molti anni, oggi è andata a votare ed è tornata ad Ischia con l’aliscafo delle 14.35, giungendo a Serrara Fontana a spoglio già iniziato. A Voi le interpretazioni!

 

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