Un’occasione persa per tacere.

L’attuale vicesindaco d’Ischia ha rilasciato un’intervista su IL Golfo Quotidiano in cui bolla il passaggio mio e di Maria Grazia Di Scala a Fratelli d’Italia adducendo, in puro politichese, motivazioni che parlano di “spostamenti da un partito all’altro”, “convenienza del momento”, “sfruttare la corrente” o “ideologie ammazzate”.

Sono io che vivo in un’altra galassia, o questo signore è lo stesso veterocomunista resosi co-protagonista, da dieci anni a questa parte, del più grande fenomeno di trasformismo e consociativismo politico mai visto prima d’ora dalle nostre parti, quello che ha messo insieme impunemente destra sinistra e centro, alleati e avversari, guelfi e ghibellini, capuleti e montecchi, alghe e pesci, pur di restare in sella il più a lungo e solidamente possibile?

Dice di “essere concentrati ad amministrare il paese al meglio in un momento così delicato”. La mia impressione è che, come me, nessuno se ne sia accorto.

O forse sono solo i classici “fischi di paura”?

#adessoIschia

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Provarci era d’obbligo, ma altrove.

Una scelta “contro”? Assolutamente no. Una scelta “di comodo”? Sfido chiunque a dimostrarlo.

Dopo ventisette anni di coerente appartenenza a Forza Italia, solo la cattiveria gratuita può portare a questo tipo di conclusioni.

E’ dal 2011 che il centrodestra a Ischia è in caduta libera (ricordate il “caularone”?), ma i sintomi risalgono già a quattro anni prima, quando a Peppino Brandi fu negata la ricandidatura a Sindaco per mettere Giovanni Sorrentino contro Giosi Ferrandino e spianare la strada a quest’ultimo verso il suo primo mandato nel Comune capoluogo dell’Isola.

Questa cancrena si è estesa gradualmente a tutta l’isola, creando danni gravissimi e difficilmente riparabili ad uno schieramento che incarnava alla perfezione la natura politica dell’ischitano medio.

Dopo nove anni di volontaria assenza dal panorama politico locale, provare a ricostruire qualcosa e far capire alla gente che Ischia merita di più è un atto dovuto a cui non ci si può più sottrarre, pur senza scapicollarsi più di tanto. E “Fratelli d’Italia” era la sede naturale di questo laboratorio politico che presto sarà annunciato.

Ero e resto un uomo di centrodestra, non ho debiti politici e rimetto i miei crediti inesatti a chi si è ben guardato da saldarli. Funzionerà? Bene. La gente ci ignorerà? Me ne farò una ragione, tanto vivo d’altro.

Buona fortuna, Ischia!

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Anche il Covid a cacchi loro

Stiamo avendo un attacco di Covid peggiore della prima volta. Mi sto prendendo cura di 2-3 pazienti contagiati al giorno in sala operatoria. Abbiamo tutti i nostri letti in ospedale pieni. Le notizie non raccontano la situazione come invece avveniva prima e penso che sia una precisa volontà politica, perché non si vuole far apparire che la gravità sia con Biden uguale al periodo di Trump presidente. In realtà, è nettamente peggiore.

Questo “simpatico” rapportino proviene da un autorevole medico-anestesista di Miami con il quale sono costantemente in contatto.

Paese che vai, usanza che trovi. E a quanto pare, anche negli Stati Uniti d’America, proprio come in Italia, la politica impone alla stampa di trattare le notizie relative al Covid a proprio uso e consumo, veicolandone e manipolandone i contenuti a tutela dei potenti, delle lobbies e del business ricorrente. Questo, ovviamente, guardandosi bene non solo dall’adozione dell’oggettività e correttezza dell’informazione su un tema così grave e importante per i cittadini, ma con quell’immancabile dose di demonizzazione dell’avversario (Trump negli Stati Uniti, Salvini e Meloni in Italia) che dovrebbe garantire il futuro e la stabilità del timoniere del momento.

Il tutto fa il paio anche sul piano locale, dove il direttore del quotidiano “Il Dispari”, Gaetano Di Meglio, ha evidenziato sui social quanto la comunicazione ASL di decessi e contagi qui ad Ischia sia subordinata al volere dell’addetto stampa di turno (che naturalmente rispecchia quello di chi è al di sopra di lui) e, come se non bastasse, diffondendola solo alle testate “amiche”. Senza dimenticare che i relativi vertici si permettono finanche di esprimere preoccupazioni sulla situazione ischitana e non anche su quella procidana, che con le dovute proporzioni non è affatto da meno: leggete un po’ cosa ha scritto il Sindaco dell’Isola di Graziella solo pochi giorni fa.

Tempo c’è, sia lì che qui.

(photo: bloglive.it)

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