Roghi ad Ischia:
ora basta omertà!

La fase iniziale del tremendo rogo di Ischia in zona Montecorvo e Frassitelli del 4 agosto 2017

La fase iniziale del tremendo rogo di Ischia in zona Montecorvo e Frassitelli del 4 agosto 2017

Il disastroso incendio di ieri tra Montecorvo e Frassitelli, sull’isola d’Ischia, alle pendici dell’Epomeo, culla di quel tufo unico al mondo che attraverso il D’Ascia diede alla nostra Isola l’appellativo di “Isola Verde”, dimora naturale di specie botaniche rarissime monitorate da tanti studiosi, ha un responsabile: si chiama OMERTA’.

Non serve andare in terre dove impera la mafia, la ‘ndrangheta o la camorra per ritrovare questo fenomeno; così come non serve scaricare la colpa sui Sindaci (pur realmente corresponsabili) per le mancate, impopolari ordinanze di pulizia dei fondi agricoli incolti, dove la smania dei piromani pronti ad agire indisturbati in pieno giorno trova il vettore ideale per la sua perversione: l’OMERTA, quella che spinge la gente a fare spallucce per non impicciarsi dei cavoli altrui, quella di chi sa e fa finta di non sapere, quella di un territorio dove le Forze dell’Ordine, pur guidate da uomini di assoluto valore, non riescono a far breccia in una comunità pedemontana dove tutti conoscono tutti per stanare il “malato” che abita dietro l’angolo, è il vero nemico di un’Isola dove neppure l’immenso patrimonio naturale che il Signore ci ha donato e che non siamo riusciti ancora a violare con i nostri gretti interessi, oggi è stato devastato in modo irreparabile.

E mentre i titoli del Tg1 della notte di ieri mostravano all’Italia intera e ai nostri turisti affezionati lungo lo Stivale l’idiozia di qualche nostro concittadino che meriterebbe, oltre a una vita di galera, la revoca immediata di tale status, quando ancora non siamo in grado di quantificare con esattezza gli ingentissimi danni di questo rogo infernale che, come ha scritto il Direttore del quotidiano “Il Dispari” Gaetano Di Meglio, “ha colpito Ischia al cuore“, la nostra speranza si chiama ANDREA CENTRELLA e ALBERTO MANNELLI. A loro, per quanto mi riguarda, insieme ai valorosissimi componenti delle loro squadre di Carabinieri e Poliziotti, tocca lavorare senza soluzione di continuità per stanare una volta e per tutte quell’imbecille che -ne sono convinto- è molto più noto agli indigeni di quanto possiamo immaginare.

Trovatelo! E che Ischia abbia giustizia.

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