Da Cernobbio l’ennesimo regalone al Generale e al centrodestra. Well done!
Che dire? Come sorprendersi, in tutta serenità, di fronte all’ennesimo tentativo della sinistra di delegittimare Roberto Vannacci? La reazione verso certe opinioni è ormai accompagnata quasi esclusivamente da un unico sentimento: tenerezza.
Questa volta il teatro è stato Cernobbio, dove un appuntamento nato per discutere di tutt’altro (“Lo scenario di oggi e domani per le strategie competitive“) viene prontamente trasformato nell’ennesima occasione per mettere in scena il solito copione: evocare il “pericolo Vannacci”, affidandosi dopo i vari Gruber, Berlinguer, Lerner e compagni a una figura amatissima dagli elettori come Mario Monti, senatore a vita e perfetta incarnazione di quel mondo tecnocratico, autoreferenziale e d’apparato che gli italiani, con una certa ostinazione, hanno già ampiamente dimostrato di non reggere più e per i cui danni hanno già pagato fin troppo di tasca loro.
Ma tranquilli: la sinistra ha già emesso la sentenza. Vannacci sarebbe delegittimato, ridimensionato, messo all’angolo, grazie al solito fritto e rifritto spettro incombente del fascismo che ritorna attraverso la crescita di Futuro Nazionale e non più in seno all’esecutivo in carica. Antieuropeismo, antiabortismo, remigrazione, stop al green deal, alle teorie woke e gender ad ogni costo e agli aiuti militari all’Ucraina in virtù di forti legami filo-russi sono i cavalli di battaglia di quest’ennesima crociata. Peccato che, guardando alla realtà anziché alle fantasiose narrazioni del suo apparato mediatico, il risultato sembri essere esattamente l’opposto.
Vannacci cresce, consolida il proprio consenso e diventa progressivamente una figura sempre più difficile da ignorare. I concetti che esprime sono chiari e incontrovertibili, da ospite in studio o da intervistato è praticamente impossibile metterlo a tacere e le sue posizioni, almeno per il momento, non sembrano essere più di tanto negoziabili. In vista delle prossime elezioni politiche, piaccia o non piaccia, il suo peso sarà destinato ad aumentare, al punto che sarà davvero difficile immaginare Giorgia Meloni intenzionata e disponibile a farne a meno.
Insomma, mentre qualcuno continua a organizzare solenni processi di delegittimazione che hanno preso il posto di un’iniziale esaltazione di Futuro Nazionale e del suo leader puntando a farlo apparire funzionale al centrosinistra per indebolire così il centrodestra, il “mostro” continua tranquillamente a crescere indisturbato. E così i detrattori del governo più longevo della storia della Repubblica, insieme al consueto apparato mediatico del pensiero unico, pronto a celebrare ogni contestazione al sistema a mo’ di anatema e ogni presunta battuta d’arresto quale irrimediabile Caporetto vannacciana, hanno perso un’altra splendida occasione: quella di fermarsi, cambiare strategia e domandarsi perché il loro improbabile progetto di rilancio del campo largo continui a produrre più caricature che consensi.
E spostandoci solo per un attimo nella “mia” Ischia, chissà che presto non arrivi anche qui una sonora presa di coscienza sull’insostenibilità di continuare sull’attuale filone amministrativo e, in vista delle elezioni di primavera, puntare finalmente ad un’alternativa autentica, seria e credibile.
(photo: ANSA da Rtl.it)


