Buon compleanno,
meraviglioso pericoloso web!

L’inventore del web, Tim Berners-Lee (photo da etiprivacy.it)

Dopo ben trent’anni dalla nascita del web, sarebbe il caso di interrogarci un po’ tutti su pregi e difetti di questa meravigliosa risorsa universale.

Da una parte vi è l’incredibile quantità d’informazioni a disposizione di tutti, un grande aiuto per chiunque abbia bisogno di una risposta immediata e, nella maggior parte dei casi, corretta. Dall’altra, sussiste il rischio di una pericolosa cultura autoreferenziale che atrofizza la conoscenza allo stato puro e lascia rifugiare l’individuo nel suo motore di ricerca che, apparentemente, è in grado di dirgli tutto, ritenendolo talvolta in grado di sostituire finanche il consiglio di un medico o di un avvocato.

Anche nell’informazione ci sono vantaggi e svantaggi: sotto tale profilo, il web ha senza dubbio accelerato i tempi della notizia, offrendo terreno fertile alle breaking news e rendendo talvolta “vecchie” le pagine del quotidiano del giorno dopo, costrette a rifugiarsi nell’approfondimento e nell’opinionismo più o meno autorevole. E’ altrettanto vero, però, che le famigerate fake news sono indubbiamente figlie del web e di chi, in modo mirato, utilizza specialmente blog e social network per diffonderle, cavalcando il popolo degli aficionados della rete.

Resta, inoltre, nonostante le svariate forme di prevenzione e controllo, la forte presenza di contenuti a rischio, in particolare per i minori, insieme alla presenza incombente di fenomeni come la pedofilia on line, le frodi informatiche e il cyber-bullismo; senza per questo dimenticare il rapporto sempre più biomediatico dei nostri adolescenti con il loro smartphone e con la necessità di essere “connessi”, sempre e comunque, a discapito delle più elementari relazioni di base con il prossimo.

Possiamo quindi dire, dopo trent’anni, che il vertiginoso progresso tecnologico ed informatico in particolare ha dovuto scendere a patti con un fenomeno, quello del web di Tim Berners-Lee, che per la sua stessa meravigliosa capacità di svilupparsi ed arricchirsi continuamente nei contenuti e negli aggiornamenti, resta una piattaforma perfettibile e, per certi aspetti, pericolosa, come riconosciuto dal suo stesso “inventore”.

Leggi tutto

Così non Var bene!

(photo: Panorama)

Di ritorno dal trionfo di Parma, così come non ho avuto il tempo per il rituale sfottò agli amici interisti, non ho neppure avuto modo di osservare con attenzione l’episodio del rigore che ha fruttato il pareggio in extremis della Fiorentina ai danni dell’Inter.

Con l’onestà intellettuale che credo mi contraddistingua, penso di poter affermare senza timore di smentita che l’interpretazione dell’episodio in questione sia oltremodo preoccupante e metta seriamente in discussione la buona fede dell’arbitro e degli operatori al VAR.

Sono sempre stato un convintissimo sostenitore della tecnologia in campo e credo tuttora che sia il filtro ideale per arginare favoritismi e rimediare ad errori: tuttavia, episodi come quello di ieri, che vanno oltre qualsiasi forma di -superflua- polemica di parte, lasciano riflettere seriamente sulla necessità di provvedimenti che responsabilizzino in modo oggettivo ed inequivocabile i comportamenti dell’arbitro e dei suoi supervisor al “mezzo tecnologico”, ma che soprattutto evitino la reiterazione di certi errori e del modo spesso palese ed inevitabile di compensare, a posteriori, i piagnistei di dirigenti particolarmente avvezzi a certe abitudini federali.

Solidarietà all’Inter, quindi. Oggi a loro, domani, speriamo, più a nessuno!

(photo: Panorama)
Leggi tutto

Buona fortuna, Marek!

Marek Hamsik (photo: gazzetta.it)

Ho sempre riconosciuto a #MarekHamsik il titolo di giocatore più serio ed attaccato alla maglia azzurra e alla città di tutta la storia del Napoli, nonché le doti di magico ambidestro nel gestire la palla. Così come è notorio, per chi si diletta solitamente a ragionare di calcio con me, che non lo abbia mai apprezzato in fase conclusiva, ritenendolo tutt’altro che completo nel modo di tirare in porta, in barba al record di gol segnati con il Napoli nei suoi dodici anni. Una convinzione, la mia, diventata un vero tormentone e finanche un gruppo WhatsApp in cui “sfruculiare” gli amici ad ogni tiro sbilenco del capitano azzurro diretto verso la porta avversaria.

Oggi che la sua partenza verso la Cina è una certezza, non mi accodo certamente ai commenti sdolcinati e nostalgici che si stanno succedendo, ma neppure alle critiche smodate verso la SSC Napoli “sempre più attaccata ai soldi” e allo stesso giocatore, che non avrebbe dovuto, secondo molti, lasciare la squadra a metà stagione (sfido chiunque, al suo posto, a rinunciare a 18 milioni di euro in più in tre anni, oltre alla gestione a suo favore dei diritti d’immagine finora appannaggio del Napoli).

Mi piace, invece, salutare con affetto quello che era diventato e sempre sarà un vero simbolo del Napoli e di Napoli che mai ha fatto parlare di sé per comportamenti sopra le righe; che nella sua capacità di essere incondizionatamente “normale”, ha ceduto alle lusinghe del dio danaro, ma solo a 32 anni e non quando, nel pieno della carriera, lo cercavano in tantissimi, rendendosi così indiscutibilmente speciale; e che infine, nel suo stile, ha preferito come saluto al pubblico del San Paolo un’uscita dal campo durante Napoli-Sampdoria con un semplice accenno di applauso e qualche pugno al cuore.

Buona fortuna, capitano! Napoli sarà sempre casa Tua!

Leggi tutto