Cambiale sul serio le cose, Papa Francesco!

Il nuovo Papa Francesco I, Cardinale Jorge Mario Bergoglio

Su Repubblica.it, ne “Il Borsino” dedicato al toto-Papa curato da Paolo Rodari, ben prima dell’inizio del conclave, ebbi modo di leggere: “Nell’Aula Paolo VI, al termine di una Congregazione generale, diversi cardinali hanno detto: “Basterebbero quattro anni di Bergoglio per cambiare le cose”.

Bene! Se tanto mi dà tanto, specialmente dopo il nome che ha scelto e dopo aver ascoltato il suo primo intervento dalla loggia pontificia di Piazza San Pietro, Papa Francesco ha dimostrato immediatamente la sua voglia di cambiamento: poche, semplici parole, palese inclinazione alla sinergia con i fedeli (quasi come voler squarciare il diaframma tra loro e i palazzi della fede) e, soprattutto, un appello alla “fiducia reciproca” che diventa subito testimonial della sua innata umiltà, un velato mea culpa in nome e per conto dell’istituzione che punta a riacquistare forza e credibilità contro la pur giustificata e dilagante diffidenza.

L’approccio di Papa Bergoglio (uno che conosce la povertà e che da sempre si è dimostrato vicino agli “ultimi”) sembra ben lungi dalla sua formazione gesuita, che pure aveva preoccupato chi, come me, auspicava con forza la grande metamorfosi della chiesa, dopo gli scandali sulla pedofilia, Vatileaks e in attesa della relazione incoming dei tre cardinali, tanto temuta da certi ambienti curiali.

Tempi duri per le lobbies vaticane: da oggi la Chiesa ha nuovamente la sua guida. E a quanto vedo, la scelta non poteva essere migliore!

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