Referendum, anche ad Ischia
ha vinto solo la gente.

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Ci risvegliamo il giorno dopo il tanto chiacchierato referendum costituzionale, con la schiacciante vittoria del NO, le dimissioni di Matteo Renzi già annunciate e in programma per questo pomeriggio e un Paese pronto (si fa per dire) a decidere con quale sistema elettorale approdare alle ormai inevitabili elezioni politiche di primavera.

Sorprese? No di certo, almeno per quanto mi riguarda. Il 12 novembre avevo scritto su IL DISPARI, a proposito degli Americani che in barba a tutto e tutti avevano pensato e deciso con la loro testa in direzione di Donald Trump, che “succederà anche in Italia, il prossimo 4 dicembre, con la netta affermazione del NO, e non certo per merito di Grillo o Salvini e ponendo fine al mandato “per grazia ricevuta” di Renzi. Magari si svegliasse anche Ischia, a maggio prossimo…

La mia analisi si ferma ad Ischia, in questo caso. Anche qui, nessun politico in carica -né di maggioranza né di minoranza- può vantare diritto alla parola, men che meno accampare meriti o additare demeriti, per il risultato venuto fuori dalle urne, anche in termini di affluenza, nei sei Comuni. Abbiamo assistito ad una campagna elettorale in cui, al di là di pochi incontri indetti da comitati spontanei e dalla partecipazione di Maria Grazia Di Scala al dibattito in quel di Testaccio, nessun eletto ha ritenuto opportuno esporsi tra la propria gente per rappresentare le ragioni dell’una o dell’altra parte. E questo la dice lunga sullo scenario che stiamo per affrontare in vista delle elezioni di maggio.

La vittoria del NO ad Ischia è solo ed esclusivamente della gente comune, quella che ovunque ha potuto -a cominciare dai social network- ha rappresentato con chiarezza, a volte anche con motivazioni confuse ma non per questo meno condivisibili, il proprio orientamento rispetto alla riforma, al Governo e a quanto auspicava per il dopo-voto.

Io spero vivamente che Ischia si sia svegliata sul serio. Ma, ovviamente, non mi illudo.

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Ottobre, si vince in giudizio
su tutti i fronti.

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Ottobre 2016, il mese delle vittorie giudiziarie, per quanto mi riguarda. Nell’edizione di oggi, il quotidiano IL DISPARI ha ampiamente raccontato, dopo la mia piena assoluzione dalle accuse infondate del direttore di Teleischia, Enrico Buono, la sentenza con cui il TAR Campania Napoli ha sbugiardato l’ex vicepresidente del Corecom Campania, Vincenzo Leonardo Todaro (nella foto, difeso dall’avv. Lorenzo Lentini) e le sue accuse di illegittimità della mia elezione in seno al Corecom da parte del Consiglio Regionale della Campania.

La pretesa di Todaro era la classica della serie “Lievete a ‘lloc ca m’aggia mettere io“, cioè che la Regione (anch’essa chiamata in giudizio) avrebbe compiuto valutazioni illegittime sul mio profilo, non avendo eletto lui al mio posto. Chiaramente l’ho sintetizzata, i dettagli potete leggerli da soli, ma il senso è chiaro: Todaro, insieme al suo legale, ha avuto torto ed è stato anche condannato al pagamento delle spese; io e il mio stimato, fidato e capacissimo difensore, l’amico Avv. Bruno Molinaro, così come la Regione Campania, abbiamo avuto ragione e abbiamo vinto, con tanto di riconoscimento ufficiale delle mie competenze, ben degne (a giudizio del collegio giudicante) di farmi ricoprire l’incarico elettivo ricevuto.

E pensare che, a suo tempo, ci fu un consigliere regionale eletto per miracolo da una manciata di voti, tale Francesco Emilio Borrelli, il quale ben pensò, il giorno dopo la sua elezione, di impegnarsi pubblicamente in un’intervista al quotidiano IL GOLFO ad occuparsi prioritariamente della legittimità della mia carica al Corecom. Sto aspettando con ansia da due anni a questa parte, per poi invitarlo ieri pubblicamente sui social network, che egli cominci finalmente le sue attività investigative sul caso, ammesso abbia il fegato di farlo dopo un risultato del genere. Almeno riuscirebbe a “battere un colpo”…

Tanto basta! Ancora una volta, più di sempre, le sentenze non si commentano, si applicano!

Clicca qui per leggere la sentenza completa!

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Contro me Enrico Buono
ha perso ancora una volta

punti-esclamativi

Solo per una questione di chiarezza nei confronti dei Lettori di questo blog, provvedo a pubblicare la sentenza con cui il G.I.P. Dott. Marcopido, lo scorso 3 ottobre, mi ha assolto “perché il fatto non sussiste” nell’ennesimo procedimento penale intentato contro di me dal direttore di Teleischia, Enrico Buono, che mi aveva querelato per diffamazione a mezzo stampa sentendosi attaccato offensivamente (bontà sua) dal mio 4WARD del 27 giugno 2014.

Val la pena ricordare che non è la prima volta che Buono perde una battaglia legale contro di me, accusandomi in modo del tutto infondato. Accadde già, ad esempio, quando ero Assessore al Comune di Ischia. All’epoca mi accusò di essere esecutore materiale di un volantino a firma Deltastudio.com in cui veniva evidenziato, con dati incontrovertibili, il nutrito elenco di commesse pubbliche ricevute dalle sue aziende in giro per i Comuni isolani, tentando di creare una commistione tra il mio ruolo pubblico e tale vicenda. Anche allora, esattamente come in questo caso, fui assolto “perché il fatto non sussiste“.

Ogni ulteriore commento è superfluo! Del resto, le sentenze non si commentano, si applicano. Tre punti esclamativi, altro che foto (mai visibilità gratis in casa mia a chi non la merita)!!!

Leggi la sentenza Enrico Buono c/ Davide Conte

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Per ora va bene così. Avanti, Napoli!

maksimovic

Il calciomercato estivo si è concluso e ieri, davanti alla tv, ho seguito le ultime fasi delle compravendite di serie A, un intreccio fittissimo di conferme, rinunce, passi avanti e indietro, questioni di principio e dichiarazioni d’intenti, culminate con molte conclusioni, colpi di scena e, in molti altri casi, con sorprendenti cambi di direzione e “nulla di fatto”.

Per il “mio” Napoli, devo tutto sommato ritenermi soddisfatto: di certo sarebbe stato opportuno compiere qualche valutazione in più sull’attacco (dove, per il futuro, permangono le mie perplessità sulla capacità di Gabbiadini di adattarsi alle esigenze di gioco di Sarri) e sul portiere, laddove sarebbe stato il caso di compiere sin da ora qualche scelta di prospettiva. Per il resto dei ruoli, credo senza ombra di dubbio che il Napoli abbia almeno una coppia di ottimi titolari, garantendosi un ricambio uniforme per disputare adeguatamente le tre competizioni e per far fronte alle defezioni della Coppa d’Africa.

E’ vero: dopo la partenza del “bastardo neo-Gobbo”, la nostra fame di top players non si è affatto placata. Ma se è vero che “‘e maccarun iènchien ‘a panz“, la scelta di investire su giovani talentuosi, almeno sulla carta, prima o poi dovrebbe ripagarci.

Al Presidente De Laurentiis do un 7- di incoraggiamento. Alla buona sorte, invece, affidiamo le nostre speranze di tifosi.

Avanti, Napoli!

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Aspettando DeLa. Fino ad agosto, però!

Db Napoli 29/07/2013 - amichevole / Napoli-Galatasaray / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

Il 20 maggio scorso, a proposito dell’Ischia Isolaverde e del Napoli, scrissi di Aurelio De Laurentiis. E parlando di “attenuanti”, eccone un abstract: “Così come non ne avrà, per il prossimo campionato, Aurelio De Laurentiis, anch’egli lucky loser per non aver vinto nulla oltre il secondo posto utile per la Champions League, ma che avendo finalmente tutte le carte in regola per investire secondo i canoni che ha sempre dettato e invocato, per il campionato 2016-2017 non avrà alibi sostenibili per dribblare ancora una volta le spese necessarie all’adeguamento della rosa ed al concreto perseguimento di obiettivi che diventino alla portata del Napoli e dei suoi fin troppo generosi tifosi.

Ancora una volta, a risultato acquisito e calcio mercato iniziato, non riusciamo ad andare oltre Tonelli e, come se non bastasse, abbiamo situazioni difficilissime da gestire con Higuain e Koulibaly. Nelle trattative, sono sempre in tanti i giocatori a rifiutare Napoli scegliendo altre piazze, anche a costo di rinunciare alla vetrina Champions, come nel caso dell’ormai probabile conclusione dell’affare tra Milan e Dinamo Zagabria per Pjaca, che ha detto no a Giuntoli.

Continuo ad avere fiducia e a sperare. Ma se anche quest’anno Aurelio De Laurentiis si dimostrerà sordo all’orecchio-portafoglio e non darà precedenza alla vera voglia di vincere col Napoli e subito, mettendo adeguatamente mano alla tasca con scelte degne di una squadra di vertice, la rescissione dei contratti di Sky e Mediaset Premium sarà pronta in un attimo: non c’è più tempo in casa mia per il calcio degli affaristi e basta!

(photo: ilnapolista.it)

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